Ad essere sincero credo più nella “ricerca scientifica”, che non a chi intende privare il servizio sanitario, tra i migliori al mondo, della sua identità. Realizzando un trasferimento dei poteri dal Ministero della Salute al MEF, e introducendo meccanismi infernali, frutto del “terrorismo contabile” di chi, spesso senza titoli, amministra le Asl e la Sanità pubblica. Che hanno spazzato via i principi fondanti del SSN.

Vi ripropongo alcuni passaggi chiave della ricerca relativa alla D.C.C.M. condotta nel 2000 dall’Università di Perugia.

Queste alterazioni patologiche vengono definite globalmente disfunzioni cranio mandibolari (DCM) e sembrano interessare il 70-80% della popolazione occidentale. Le donne sono piu colpite degli uomini (confermo gran parte delle persone che ci scrive, da ogni parte d’Italia, sono prevalentemente donne – ndr) mentre l’eta in cui più frequentemente viene posta una diagnosi di questo tipo e compresa tra i 20 e i 40 anni….

Una delle caratteristiche più particolari della DCM è che può presentarsi con un quadro clinico estremamente variabile da caso a caso e anche, nel tempo, nello stesso paziente. II più delle volte la sintomatologia tende nel tempo ad accrescersi di nuovi disturbi mano a mano che la disfunzione persiste….

Questa e anche la ragione per la quale differenti specialisti vengono consultati dal paziente, ognuno specifico, apparentemente, per un determinato sintomo, l’insieme dei quali e riconducibile ad una DCM. Questa e anche la ragione per la quale le definizioni che sono state utilizzate nel tempo focalizzavano l’attenzione su un particolare aspetto, per cui si e parlato di sindrome dolorosa dell’ATM, sindrome della disfunzione dolorosa mio-facciale, sindrome cranio-mandibolare, sindrome cranio-cervico-mandibolare….

La descrizione di Costen aveva già nel 1934 delineato il quadro clinico possibile di una DCM. Egli descrisse i seguenti sintomi: quelli dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM) con schiocchi, sfregamenti, rumori di popping, dolori spontanei o alla pressione digitale sull’articolazione o sull’inserzione dei muscoli masticatori,
limitazioni all’apertura della bocca; sintomi otoneurologici con acufeni, fruscii auricolari, ipoacusia, disturbi dell’equilibrio; cefalea; lombalgia, sciatalgia; senso di tensione o dolore oculare, diplopia e scotomi; algie dentarie; glossodinia; senso di gusto metallico; turbe della secrezione salivare; cervico-brachialgia e parestesie. I disturbi dell’equilibrio sembrano essere i pili diffusi nei soggetti con DCM e la base anatomica che supporta tali sintomi sono le vie ben identificate di afferenza propriocettiva stomatognatica sui centri vestibolari e reticolari del troncoencefalo….

A livello dei principali muscoli masticatori e nei loro tendini sono infatti presenti fusi neuromuscolari ed organi muscolo-tendinei di Golgi. La capsula e le superfici articolari dell’ATM presentano meccanocettori capsulati e non capsulati e terminazioni libere, mentre il parodonto contiene dei meccanocettori liberi e capsulati.
Le vie afferenti da questi recettori corrono nel ramo sensitivo del facciale e soprattutto nel trigemino.
I circuiti neuronali descritti sono deputati al controllo della postura stomatognatica e di molti altri distretti corporei in una maniera tale che questi controlli tendono a sovrapporsi e a influenzarsi reciprocamente al punto che la posizione della mandibola modifica ad esempio il tono e l’attivita elettrica dei muscoli cervicali e
viceversa….

Testo integrale della ricerca dell’Università di Perugia.