Disfunzione Cranio-Cervico-Mandibolare.

Considerata la “MADRE” di molte altre patologie , a giudicare dall’ampio “corteo” dei sintomi, che riguardano l’apparato stomatognatico che sovraintende ad importanti funzioni primarie (masticazione, salivazione, deglutizione, respirazione, fonazione), e le strutture facciali ad esso associate.

Non curata, da luogo a cefalee primarie e secondarie, neuropatie trigeminali e malattie sistemiche (arterite temporale, artrite reumatoide e altre connetivopatie).
Ed è accompagnata da una sintomatologia dolorosa diffusa, con effetto a “cascata” su l’apparato vestibolare e oculare e le (connessioni muscolari, legamentose e fasciali tra mandibola, osso ioide, cranio e rachide cervicale), e coinvolgendo il sistema nervoso centrale e l’apparato muscolo-scheletrico (colonna vertebrale) e il sistema tonico posturale.

La (DCCM) è anche nota come Sindrome di COSTEN otorinolaringoiatra americano che nel 1937 “fu in grado di scoprire una particolare relazione che intercorreva tra disturbi dell’orecchio e disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare diffusi in alcuni suoi pazienti”.