Faccio una breve premessa, per rispondere ai tanti pazienti che continuano a scriverci da ogni parte d’Italia, e non solo, per chiederci informazioni e indicazioni su dove e a chi rivolgersi. In Italia non esiste un centro pubblico che si occupa della cura e nemmeno un protocollo medico validato scientificamente. Quindi chi si sottopone alla cura, presso specialisti privati, lo fa senza alcuna garanzia e a proprio rischio e pericolo. E a tal riguardo vi rimando alla lettura di: “Come capire se il metodo è giusto”.

IN ITALIA NON ESISTE UN CENTRO DI CURA PER LA DCCM.
Prova ne è la lettera del Ministero della Salute in cui viene chiesto (Arianuova) di individuare un centro di cura per: “un eventuale accordo di collaborazione/convenzione”. Ora non mi dilungo per dirvi come è andata a finire…anche se prometto di tornare su questo argomento.

PER QUANTO RIGUARDA LA CURA DELLA D.C.C.M. NON ESISTE UN PROTOCOLLO MEDICO VALIDATO SCIENTIFICAMENTE.
E questo è confermato anche nelle linee guida del 2016-2017 pubblicate dal ministero. In cui ancora una volta, si tende a minimizzare e sottovalutare il problema affermando che non esistono evidenze e una casistica e che la multifattorialità della patologia sarebbero degli ostacoli, alla definizione di un protocollo medico.

A seguito dei numerosi contatti e incontri, il Ministero della Salute ha sentito il dovere di pubblicare (2011-2016) delle linee guida relative alle cure Odontoiatriche e alla DCCM. Documenti lunghissimi che pochi si saranno letti!!!

Nel 2011 il ministero pubblica le linee guida su le cure Odontoiatriche, e alla pagina 3 dove si parla di DTM “disordine” temporo mandibolare, dtm e dccm sono la stessa cosa, è scritto testualmente: “a volte, possono essere disordini associati a trattamenti odontoiatrici non eseguiti “a regola d’arte”. (E se questo vi sembra poco, pensate a quante protesi incongrue vengono messe in bocca ai pazienti e agli anziani?)

Poi successivamente nel 2016 mi è stato chiesto di recarmi a Roma per un incontro con il generale F. Condo, consulente per l’odontoiatria della ministra Lorenzin, il quale dopo aver promesso di inserire la patologia nei LEA, successivamente, lo stesso, si è reso irreperibile evitando un necessario confronto.

Nel 2017 prima di lasciare il suo incarico, la ministra Lorenzin, con il pretesto di aggiornare la conoscenza dei dentisti, ha pubblicato altre inutili “raccomandazioni” un documento lunghissimo di 286 pagine per cui per facilitarne la consultazione ho ripreso solo il capitolo che riguarda la GNATOLOGIA Ancora una volta, si tende a minimizzare e sottovalutare il problema affermando che non esistono evidenze e una casistica e che la multifattorialità della patologia sarebbero degli ostacoli, per la definizione di un protocollo.

MA AD OGGI LA DCCM RESTA ESCLUSA DAI LEA

Alcune considerazioni – La DCCM pur essendo un significativo problema sociale e una patologia a rischio di inappropriatezza terapeutica resta esclusa dai LEA. Sicuramente aver privatizzato l’odontoiatria pubblica si è rivelato un errore, e ora che è stato assolto anche dalla pubblica piazza, le lobby (farmacodontoassicurative) e le regioni fanno di tutto per tacitare il problema ed impedire che si torni indietro.

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