LE TANTE SOFFERENZE DEI PAZIENTI…riassunte brevemente in un passaggio contenuto nella richiesta di chiarimenti inviata, anni fa, da una paziente di Milano, e a cui il Ministero della Salute non ha mai risposto!!

“Questi pazienti girano da uno studio dentistico all’altro passano da un sistema riabilitativo all’altro, sanno di essere sane, ma hanno mille disturbi ai quali il medico e i parenti preferiscono non credere. Sono persone che in ogni minuto della giornata rimpiangono di essere nate, che vogliono essere curate dal dentista e non dal reumatologo ne dal neurologo, che perdono la speranza dopo aver creduto nelle capacità di ogni dentista incontrato.”

Nel 2001, con i LEA, la condizione di questi pazienti è sicuramente peggiorata in quanto gran parte delle regioni risultano, ad oggi, inadempienti per quanto riguarda la prevenzione delle malattie Odontoiatriche…. Sulla base di una “presunta” convenienza economico-politica, hanno cancellato la patologia dal prontuario medico e quindi il SSN non garantisce ne una diagnosi ne una cura ne il diritto ad una esenzione per patologia o altro.continua a leggere

Per riassumere: la DCCM è anche conosciuta come Sindrome di COSTEN, da almeno 83 anni, quindi esistono “protocolli” definiti a livello internazionale che riguardano la cura (ve ne parlerò in un post apposito) Ma in Italia al contrario, (documenti alla mano) esistono solo:
1) cure non appropriate e trattamenti odontoiatrici non eseguiti “a regola d’arte” (come afferma il ministero).

2) diagnosi errate per disturbi psico-emotivi su base isterica, (come afferma lo gnatologo)

3) trattamenti “tossici” a base di farmaci ansiolitici, miorilassanti e antinfiammatori (come afferma il Maxillo-facciale).
o in alternativa, l’insieme dei 3 punti, accompagnata da una serie infinita di scorrettezze di ogni tipo, come nel caso della regione Umbria.

LETTERA DI RISPOSTA (2009) DEL MINISTERO DELLA SALUTE.

Il 19 marzo 2009 come (ass. AriaNuova) ho avuto un incontro con il referente per l’Odontoiatria del Ministero.
Dal 2003 ho sollecitato, più volte, il Ministero ad occuparsi del problema della DCCM ho avuto numerosi incontri con i funzionari del ministero i quali hanno verificato più volte che “IN ITALIA NON ESISTE UN CENTRO DI DIAGNOSI E CURE”. (risposta 2005). In ordine di tempo l’ultimo incontro è avvenuto nel 2016 con il gen. Condò (referente per l’odontoiatria del ministro Lorenzin) in occasione dell’aggiornamento dell’elenco delle patologie. Il gen. Condò aveva assicurato il suo personale interessamento ma successivamente non ha mai più risposto al telefono e alle email di sollecito.

1) LE “TESI” A DIR POCO “STRAVAGANTI” E “CONTRADDITTORIE” DEL MINISTERO DELLA SALUTE.
Messe nero su bianco nelle linee guida nel 2011-2016 su le cure Odontoiatriche del Ministero della Salute, dove al capitolo che riguarda la DTM e i disordini dell’Articolazione Temporo Mandibolare, si legge: “a volte, possono essere disordini associati a trattamenti odontoiatrici non eseguiti “a regola d’arte”, quindi la prova del danno medico commesso su (ignari) pazienti, “certificato” dallo stesso ministero della salute quindi la prova “regina” dei crimini, come testimoniano le stesse storie dei pazienti.
Ma anche la prova delle “bufale” e delle false tesi di dentisti e gnatologi, che ha indotto i pazienti privi di cure specialistiche adeguate a curarsi da soli: bite, trapanino, carta da masticazione e resina, con possibili rischi per la loro salute.

2) LA SOFFERENZA DEI PAZIENTI CON PROBLEMI GNATOLOGICI.
Una serie di disturbi derivano da malocclusioni. I pazienti che soffrono di tali disturbi, vivono due situazioni di disagio e sofferenza in aggiunta al quadro clinico: è ormai noto che molto spesso questi pazienti vagano da specialista a specialista, eseguendo gli esami più disparati, senza che alcun medico sappia indicare la soluzione dei problemi. Oppure incappano nell’odontoiatra inesperto di gnatologia, che, (!?) in perfetta buona fede,(!?) fa diagnosi di disturbi psico-emotivi su base isterica.
Oppure dentisti di scarsa esperienza gnatologica adoperano ortotici senza risolvere i problemi del paziente.
Atteggiamenti che amplificano ancor più il disagio e lo sconforto dei pazienti; l’augurio e che sia i medici che gli odontoiatri, prendano atto della diffusione della disfunzione temporo-mandibolare e si avvalgano della collaborazione di valenti gnatologi (oggi c’è la figura di gnatologo posturologo che affianca il dentista). Per il bene dei pazienti e il rispetto per la sofferenza dei pazienti disfunzionali.

Tratto dl sito: ww.gnatologo.net.

3) Qual è la terapia?
Spetta ad uno specialista come l’otorinolaringoiatra decidere come procedere per la cura di questo disturbo: nella maggior parte dei casi vengono prescritti dei farmaci ansiolitici, miorilassanti oppure antinfiammatori.
In alcuni casi, si ricorre anche a degli esercizi riguardanti l’articolazione mandibolare.
Quando la sindrome di Costen è accompagnata anche da una occlusione dentale scorretta, allora può essere necessario il parere di un ortodonzista.
Nel corso degli ultimi anni, è emersa una particolare ed innovativa tecnica terapeutica per questo disturbo: si tratta del laser a diodi che, tramite la fotobiostimolazione, riesce a diminuire il dolore derivante dalla sindrome.
Nei casi più gravi, quando ci sono delle malformazioni piuttosto oppure il dolore è cronico, allora si può prendere in considerazione l’intervento chirurgico maxillo-facciale.

Tratto dal sito: www.maxillofaccialemonza.org