La nuova campagna pubblicitaria della Fnomceo “Una bufala ci seppellirà?” ha un titolo davvero molto evocativo e ha più il sapore di un’ autodafè che stanno facendo i medici nei confronti della loro professione. E per usare un termine medico a loro caro, è il “sintomo” e la prova della crescente sfiducia che i cittadini nutrono nei confronti della medicina ufficiale, e certo dei toni così aggressivi non permettono di recuperare la fiducia, e tanto meno spiegano quale sia la vera “causa” delle tante insolvenze e dei tanti malanni che affliggono la sanità pubblica. Proprio loro ci vengono a parlare di “bufale”, nel caso della D.C.C.M., sono anni che hanno invaso la rete con pubblicità ingannevoli e proponendo cure di una patologia “sconosciuta”, non validata scientificamente e senza un protocollo medico che garantisca la sicurezza dei pazienti e che provi i reali benefici ed efficacia delle terapie. Pazienti con gravi problemi di salute usati come cavie da laboratorio, questo si, ci fa comprendere come i medici abbiano completamente smarrito il senso della loro professione che essenzialmente è basata sul principio “primo non nuocere” e quindi invece di scatenare un’ennesima caccia alle streghe con nuove vittime, con più onesta e umiltà avrebbero l’obbligo di ascoltare i pazienti, che oltre a tutto pagano i loro stipendi e le loro parcelle, senza ricevere in cambio nemmeno una diagnosi. Il compito di ogni bravo medico è quello di salvare vite umane e certo non è quello di parlare di corda in casa dell’impiccato , quantomeno dovrebbero risparmiarci l’immagine del “mortorio” che evoca presagi funesti e che certo non depone in loro favore, ma semmai rappresenta un’epitaffio e la morte stessa della loro professione. E se, mai, un giorno si decidesse di riaprire Norimberga 2.0 sicuramente i primi a finire sotto processo sarebbero proprio i Medici e Odontoiatri , che dopo oltre 80 anni, trattano l’apparato stomatognatico e i pazienti affetti da disfunzione della ATM, con l’uso di psicofarmaci, come se questi fossero dei pazienti psichiatrici, e se qualcuno protesta minacciano pure di farti un t.s.o. Sicuramente i medici devono decidere da che parte stare, se vogliono dei cittadini sovrani della loro salute o se al contrario li considerano solo dei sudditi, a cui somministrare nuove “bufale” e false cure ad uso e consumo di un popolo bue. Quantomeno dovrebbero venirci a spiegare (vedi “storie dei pazienti”) la causa, che induce molti pazienti disperati affetti da DCCM, per lo più vittime dell’alea terapeutica, a curarsi da soli bite, trapanino da hobbystica, e carta da masticazione.