Il segreto non e' nella soluzione, ma nel processo che ha occupato la mente in cerca di una soluzione.

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E così accade che in un paese “malsano” come è il nostro, i cittadini con problemi di salute, invece di ricevere cure, e assistenza, sono costrette a viaggiare in Italia e all’estero come schegge impazzite alla ricerca di un “santone” in grado di compiere il miracolo. E siccome siamo anche il paese dei “furbi”, del pensiero agile, del “fare” approssimativo e del così fan tutti, siamo spesso attratti dalle scorciatoie e dalle “facili” soluzioni, e come in questo caso c’è sempre chi ne approfitta, ora vediamo che sono in molti ad avere degli scheletri negli armadi, e che hanno interesse a mettere tutto a tacere, e come troppo spesso avviene in un paese profondamente corrotto…aperto il sacco è uscito fuori di tutto e chissà cos’altro, sprechi, corruzione, illegalità, inerzia, assenza di proposte, interessi e convenienze, ingenuità e furbizie, la vera piaga morale e “asfissia” di questo paese.

Quindi al di la di come andrà a finire tutta questa storia della cura della DCCM, tutto ciò ci fornisce l’immagine di un paese in “conflitto” con se stesso e dove i pazienti sono considerati come dei “tacchini” a Natale.

Al Ministero della Salute sanno bene che in assenza di “numeri” e dati ufficiali, loro non si muovono. Che ci piaccia o no, in mancanza di una “sperimentazione” in grado di provare l’efficacia delle terapie, il Ministero non approverà mai nulla e quindi non serve a niente chiedere l’approvazione di un “metodo” o di un brevetto. Questo lo sanno tutti!!!

Sarebbe troppo facile, non scherziamo, ci sono interessi così consistenti sotto che nessuno si immagina, figuriamoci, se i lobbysti presenti al Ministero della Salute consentono di approvare un “brevetto” che oltre a tutto potrebbe andare contro i loro interessi, non siate ingenui non lo faranno mai, loro semmai sono “specialisti” ad insabbiare tutto.

Sanno che questo problema esiste da anni e il Ministero della Salute, già interpellato nel 2005, dichiara di non essere in grado di indicare un centro di cura in Italia. La prova che questa patologia esiste, ma loro non la curano.

Al Ministero sanno bene, che ci sono persone con malformazioni cranio-facciali gravi o congenite e che sulla base della Normativa Sanitaria Nazionale, hanno diritto a ricevere cure assistenza specialistica.

Sanno anche che i LEA dovevano garantire la cura proprio a loro, ai pazienti gravi e nel caso dell’Odontoiatria, dopo 15 anni, le regioni sono inadempienti e non in regola.

Sanno che sulla base della Normativa Sanitaria del 2001 il Ministero della Salute doveva provvedere al “Monitoraggio” dei LEA ma in realtà non lo ha mai fatto e tutt’ora non è fatto sulla base degli indicatori previsti dalla normativa.

Sanno che ci sono regioni dove le cure sono del tutto “virtuali” (guardatevi l’intervista del prof. Gherlone), cure non solo inappropriate ma con servizi del tutto inefficienti, e quindi non in grado di fare nessuna cura o prevenzione da 0-14, così come prescrivono i LEA. Potrebbe essere un buon argomento (doppio) da sottoporre alla ministra Lorenzin, visto che è diventata madre di un bebè.

Sanno anche che nel 2009 il Ministero della Salute, ci ha chiesto di individuare un centro diagnosi e cura, cosa che noi abbiamo fatto, e lo stesso prof. Gherlone, precisa nella sua lettera, che nel caso della DCCM, esistono 2 modi per far valere i propri diritti una volta diagnosticata e accertato il grado di invalidità civile, si può chiedere una convenzione con un centro specialistico di cura o in alternativa chiedere dei rimborsi alla regione o alla Asl di appartenenza.

Al Ministero della Salute sanno che la delibera della regione Toscana relativa alla DCCM, crea un precedente per tutti in Italia in quanto è la prova, non solo delle mancanze e inadempienze gravi e difformità dell’assistenza, ma soprattutto è la prova che questa patologia (DCCM) esiste, e come anche nel caso dell’Umbria, loro ammettono di non curarla.

Sanno che nella “riforma” LEA del 2001 era prevista la istituzione di una Commissione Parlamentare di inchiesta sul S.S.N., competente in materia di applicazione dei LEA e che dopo la “defenestrazione” del Sen. I. Marino, dal 2013 non è stata più ricostituita.

Sanno che ci sono persone che anche a causa di queste “mancanze” affermano di essere state danneggiate dai dentisti, e che a causa anche dell’alea terapeutica, ora necessitano di una “riabilitazione” complessa, di cure e centri ad altissima specializzazione, che in Italia non esistono.

Sanno che ci sono persone disperate, che girano l’Italia da nord a sud, nella vana ricerca di uno “specialista” che li aiuti ad uscire dai loro “tunnel” e che dopo avere speso ingenti somme di denaro inutilmente e senza risultato, se non vogliono vedere la loro vita rovinata, provano a curarsi da sole.

Sanno che in assenza di protocolli riconosciuti dal Ministero, i servizi di Odontoiatria pubblici sono indotte a non fare nemmeno una diagnosi e questo da luogo a violazioni ed tutto fuori regola.

Sanno che in caso di un loro intervento in materia, questo potrebbe dar luogo a qualche contenzioso medico- paziente e quindi hanno scelto di non fare nulla e restare in silenzio. E ora come (schettino) affondano con la propria nave…. con i passeggeri a bordo.!!!!

Sanno che esistono atti e documenti che provano le loro mancanze, e la scelta sconsiderata di non fare nulla finirà per creare legioni di danneggiati e di invalidi civili da indennizzare.

Sanno che il “vuoto” lasciato della sanità pubblica spinge molti ad improvvisarsi come “specialisti” e in questo caso a compiere danni non c’è solo qualche “praticone” ma spesso ci sono gli stessi Odontoiatri con tanto di laurea, e camice bianco.

Sanno anche che i pazienti non trovando una soluzione al loro problema di salute diventano “dipendenti” spesso da farmaci o da visite specialistiche ed esami non necessari, del tutto inutili e costosi che altrettanto spesso non portano a nulla, ne a una diagnosi ne tanto meno ad una cura. (quindi sprechi di risorse)

Sanno che oggi le aziende sanitarie non fanno prevenzione, sono diventate delle aziende di marketing che incoraggiano i consumi, di farmaci, prestazioni private, ed esami inutili, ma solo in grado di garantire gli “affari” la corruzione e gli sprechi.

Sanno che nel 2002 con l’entrata in vigore dei LEA, gran parte dei centri di cura e ricerca pubblici, come nel caso dell’Università di Perugia, sono stati chiusi e che le linee guida del ministero sulle malo-occlusioni, pubblicate nel 2009, tutt’ora non vengono rispettate.

Sanno che le precisazioni fornite dal prof. Gherlone di fatto “riconoscono” un diritto per tutti, ma sono anche la prova che al Ministero della Salute non hanno fatto nulla e questo può creare qualche imbarazzo al Ministero.

Sanno che dopo un’ennesimo spreco di soldi pubblici e aver rifiutato la convenzione con il centro di Roma, ora la regione Umbria sapendo di mentire, risponde alla Presidenza della Repubblica: che la cura è all’estero, pur non essendoci i presupposti come tutti sanno in quanto non esiste un codice che identifichi la DCCM.

MA NON E’ TUTTO alla Presidenza della Repubblica ora La Regione Umbria risponde che la cura è all’estero senza indicare dove, e allo stesso tempo la Asl nega i rimborsi (e pensate!!!!!!!) sulla base di che? accusano i pazienti di essersi rifiutati di sottoporsi alle cure proposte dalla Asl, giudicate inesistenti dagli stessi specialisti della Asl. La quale non è nuova ad episodi del genere, o ti accontenti anche per ciò che non ti danno o finisci nei guai, come è avvenuto con una disabile che chiedeva con insistenza una cura specialistica per i propri figli.

Sanno anche dai giornali, che “la sanità è ostaggio della politica e terreno di scorribanda di delinquenti di ogni tipo, ma che si arrivi persino a fare la guerra ai pazienti, mi sembra davvero il massimo per un “servizio” che si intende essere ancora pubblico e che ha quindi l’obbligo di garantire cure e salute.

SANNO CHE AVER NASCOSTO PER ANNI IL PROBLEMA ha fatto si che si è perso pure il comune senso della ragione e ora anche al ministero hanno difficoltà a ritrovare il bandolo della matassa. Per cui sento il dovere di ricordare loro che…

Al Ministero della Salute sanno che NON E’ SOLO UN PROBLEMA DI CURA MA DI SICUREZZA DEI PAZIENTI e sono anni (2006-2007-2009-2015) che i cittadini chiedono l’invio degli ispettori Ministeriali per accertare cosa avviene in questa Asl, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza delle cure e la gestione del rischio clinico, compito che in questi casi spetta al Ministero della Salute, accertare.

In quanto se non è lecito dire di fare ciò che non si è in grado di fare tanto meno è lecito proporre o sottoporsi a terapie dichiaratamente inappropriate , sintomatiche o inesistenti, e persino nocive per il paziente, e definite incongrue, anche a detta degli stessi servizi Odontoiatrici regionali.

Tutta questa opera di disinformazione e corruzione, tutto questo silenzio, tutta questa sofferenza è un capolavoro di superficialità e prima o poi molti si renderanno conto che anche la questione della cura è tutta una fuffa, in quanto in ogni paese civile e normale le persone si confrontano, scambiano informazioni, lottano semmai per la loro salute e i propri diritti e non vanno in giro a vendere “invenzioni”, e con toni da “piazzista” e in malo modo, pretendere di convincere gli altri che esiste un metodo “unico”, che è la panacea per tutti i mali del mondo.

MA QUESTO NON E’ UN PAESE NORMALE !?! Non sarà per caso che questo è diventato il paese della fufferia, della facile indignazione e delle buone intenzioni a cui non seguono mai i fatti. In questo caso chi è il “colpevole”, il paziente, come afferma la Asl? il prof. Gherlone (gnatologo clinico consulente del Ministero) ? o la regione Umbria che è stata giudicata inadempiente per quanto riguarda i LEA, dallo stesso Ministero della Salute.
Nel caso della “griglia” LEA la “retrocessione” della regione Umbria vuol dire che il danno è pure doppio o multiplo, in quanto i servizi Odontoiatrici sono tutt’ora non in regola e non fanno prevenzione e cura, e come se questo non bastasse, essendo stata “retrocessa”, l’Umbria riceverà meno finanziamenti dal Ministero della Salute. Quindi meno cure per tutti…

Un “Grand Hotel” lo definiscono a Roma, è così che definiscono la situazione della regione Umbria, ed è l’unica cosa in cui posso essere d’accordo con loro, anche se a questo punto vorremmo sapere a cosa serve tutto l’apparato ministeriale.

QUESTA NON E’ PIU’ SOLO UNA EMERGENZA SANITARIA O POLITICA MA E’ UN DRAMMA SOCIALE DI PROPORZIONI NAZIONALI.
Ho sentito il dovere di fare questo lungo riassunto e sostituire i tanti “se” con loro “sanno”, per evitare che accada in futuro che ci piscino in testa e ci raccontano che fuori piove. In Italia le persone che hanno questo “problema” sono migliaia, e se tutte insieme inviassero una email al giorno alla Lorenzin, lei prima o poi sarebbe costretta a rispondere, almeno sapremmo cosa pensano di fare e cosa hanno per la testa.

“Io non giudico mai le persone dagli sbagli che fanno ma dalla loro capacità di porvi rimedio”.
Questo in sintesi è il mio pensiero, quello che ho cercato di far capire alla Di Vita e agli altri, in quanto il Movimento 5 stelle può presentare una nuova interrogazione, visto che il ministro non risponde, integrandola con tutti i documenti, compresi gli studi del Dott. G. Chiogna e le testimonianze e gli studi condotti dai pazienti.

ORA O MAI PIU‘… Un invito che è rivolto a tutti a creare una legittima “difesa” della nostra salute e dei nostri diritti e necessaria ad impedire altri danni ai pazienti. E per usare una metafora calcistica, ora almeno tutti i “giocatori”, sanno come si può giocare questa partita, certo si può vincere o perdere come è naturale che sia, la stessa può essere facile, difficile e persino complicata, si può dissentire sulle scelte e sul risultato come avviene spesso in Italia, ma quello che non deve mai accadere, è che l’arbitro è stato “corrotto” e che la partita risulta “truccata”.

Il giorno 26/04/2016 ho avuto un ennesimo colloquio telefonico con Consigliere A. Liberati portavoce del Movimento 5 stelle in Umbria, in quanto capisco il suo “imbarazzo” per il comportamento della “onorevole”. In occasione del lungo colloquio avuto con lui mi sono dichiarato disponibile a fornire tutta la documentazione in ns. possesso allo scopo di integrare e rendere maggiormente efficace la loro interrogazione, ad oggi dopo 2 anni, priva di una risposta del Ministero della Salute ho anche richiesto un incontro con lui e i parlamentari del Movimento allo scopo di giungere ad una soluzione, per il bene di tutti i pazienti. Come sa Liberati, prima di pubblicare l’articolo la “deriva” della onorevole del M5stelle, ho atteso un anno, e lo stesso Liberati era da tempo a conoscenza del fatto che la Di Vita in data 21/05/2015 mi aveva invitato a recarmi a Roma inutilmente, in quanto non si era presentata all’incontro nonostante fosse a conoscenza dei miei problemi di salute. Voglio ricordare ancora una volta, che già in precedenza la stessa on. T. Ciprini parlamentare Umbra del M5stelle era a conoscenza dei fatti e allo stesso tempo avevo inviato numerose email ai parlamentari dei 5 stelle per conoscere dove fosse finita la “relazione” che i due assistenti parlamentari tra cui il dott. Longo, assistente della Di Vita, si erano impegnati a consegnare alla Commissione sanità e affari sociali del Movimento 5 stelle. QUINDI POSSO DIRE CHE TUTTI SAPEVANO MA NESSUNO HA FATTO NULLA, per impedire che si arrivasse a tanto. Per queste ragioni era lecito attendersi una risposta da parte dal Movimento 5 stelle, ma invece puntuali come un’orologio svizzero sono arrivati gli insulti e i tentativi diffamatori di M.F. contro di noi (ARIANUOVA) sia nel suo sito internet, sia nella nostra posta elettronica che nel nostro blog. Questo soggetto M.F., già in passato è stato oggetto di inchieste della Magistratura, e non è nuovo a questo tipo di iniziative è come molti sanno passa il suo tempo a “rastrellare” la rete e a “polemizzare” con tutti allo scopo di ottenere un minimo di visibilità e quindi va di sito in sito di forum in forum a postare commenti offensivi nei confronti di tutti coloro che non condividono le sue idee e la sua “invenzione”. In rete tutti lo conoscono tanto è vero che è stato “bannato” e non può più accedere in moltissimi siti e forum. Liberati che so essere un politico esperto e di lungo corso può capire che in politica come nella vita ci possono essere delle divergenze di idee e il confronto può essere anche duro e prossimo allo scontro ma quello che ovviamente non può mai mancare è il rispetto per l’altro. Noi ovviamente non daremo spazio ai “pruriti” esistenziali di M.F., ma allo stesso tempo non tollereremo altri atti diffamatori e di intimidazione ai nostri danni. Spero che Liberati e il Movimento 5stelle si rendano conto e siano pronto a trarre, da tutto questo, delle debite conclusioni e ad assumersi le loro responsabilità.

QUELLO CHE NESSUNO SA….. E’ CHE L’ INIZIATIVA DELLA on. DI VITA E’ DESTINATA A NAUFRAGARE NEL NULLA.

Si continua a parlare del “sistema” dei favoritismi e delle leggi “ad personam” di Berlusconi e Renzi, ma poi nel caso della DCCM la stessa on. G. Di Vita del Movimento 5 stelle, si è fatta promotrice di questo “sistema” elitario e in data 29 gennaio 2014 con la sua 1° “interrogazione parlamentare ad personam” ha finito per “promuovere” le attività di M.F. a discapito del diritto alla salute di tutti. Come molti pazienti sanno in Italia non c’è solo M.F., esistono siti storici gestiti da pazienti che da anni si occupano di DCCM, ma la Di Vita li ignora e nella sua personale o meglio personalistica interrogazione ne fa una questione che interessa solo lei ed M.F. La Di Vita, nella sua 1° interrogazione, chiede al Ministero della Salute, non un diritto per tutti i pazienti come era lecito attendersi , ma bensì di riconoscere il metodo OG, che è privo di una validazione scientifica. Il risultato quindi è stato che i NAS sono intervenuti per chiudere il centro OG e allo stesso tempo hanno denunciato M.F. per esercizio abusivo della professione medica. Ovviamente al Ministero della Salute hanno il “ventre molle” e sono stati “compiacenti”, altrimenti la Di Vita avrebbe potuto passare dei guai!!! Ma non è tutto, non ritenendosi soddisfatta del suo “capolavoro” di superficialità la Di Vita ci ha provato nuovamente e non sapendo cosa fare ha voluto aggiungere altro alla sua già “grande opera” di scorrettezze, quindi ha prelevato abusivamente tutte le informazioni dal nostro blog, come tutti possono vedere, senza mai darcene avviso e senza mai citarne la fonte e in data 15 maggio 2014 ha presentato una 2° interrogazione in cui ha cercato di corregere il tiro, poi successivamente in data 23 marzo 2015 ha presentato una 3° interrogazione del tutto manchevole di documenti importanti come ho ricordato più volte, quindi possiamo dire che non è stata nemmeno capace di fare un copia e incolla fedele e veritiero. Ma non è finita, come ho già detto il giorno 21/5/2015, un anno fa, la on. Di Vita mi convoca a Roma per un’incontro chiarificatore che si rivelerà inutile , in quanto lei non si è presentata e non ha avuto nemmeno la compiacenza di rispondere al telefono del suo assistente parlamentare, quindi parlo con due assistenti parlamentari che hanno il compito di fare una relazione da sottoporre alla Commissione sanità e affari sociali dei 5 stelle, che ora dopo un anno, nessuno sa bene che fine abbia fatto. Ho inviato decine di email e solleciti, ma nessuno di loro ha mai risposto. Tutt’ora la Di Vita rifiuta di rispondere forse perche le manca il “coraggio” e sapendo che l’ha fatta “grossa” e preoccupata che qualcuno possa chiedergli delle spiegazioni, zitta zitta, cambia la sua Interrogazione da risposta in Aula a risposta in Commissione, come mi ha confermato di recente Liberati del M5stelle Umbria. Questo suo comportamento “compulsivo” in mancanza dei presupposti logici e viste le premesse, sta naufragando nel nulla e ha avuto come conseguenza che il Ministero della Salute, si è sempre rifiutato di rispondere e questo sta avendo degli effetti deleteri, non solo per la salute dei pazienti, ma ha anche indotto alcuni esponenti del suo “gruppo parlamentare” ad una alzata di scudi per proteggerla, e di fatto ha finito per compromettere la “fiducia” e i nostri rapporti con il Movimento 5 stelle, e allo stesso tempo sta anche vanificando tutti i nostri sforzi per giungere ad una soluzione, nell’interesse generale e a beneficio di tutti i pazienti.

Quindi sarebbe necessario che qualcuno del Movimento intervenga al più presto per mettere fine a questa “indecenza”, che certo nessuno si aspetta da un Movimento che intende farsi interprete della legalità e dei diritti di tutti i cittadini !!!!!!!

Avvertenze N.B.: questo sito è frutto del duro lavoro di alcuni pazienti affetti da D.C.C.M. e come tutti i siti internet è soggetto a copyright quindi chiunque preleva o copia contenuti e documenti o parte degli stessi compie un furto di contenuti informatici. Quindi la on. Di Vita, ci deve spiegare dove ha acquisito le informazioni contenute nella sua 2° e 3° interrogazione ??????

I “silenzi” del Movimento 5 stelle.

In questo paese la macchina della disinformazione lavora a tempo pieno e quindi sarà solo un caso se tutta questa storia verrà fuori… soprattutto perché chiama in causa la politica del Movimento 5 stelle, coloro che, solo ieri, parlavano di cittadini onesti che si fanno Stato affermando: “apriremo il parlamento come una scatoletta di tonno”, e che oggi, dopo 2 anni, rifiutano di rispondere in merito ad una questione che riguarda la salute di migliaia di cittadini di questo paese.

Quindi la politica del movimento 5 stelle non è così differente da quella degli altri partiti, ma veniamo ai fatti… Come molti sanno in Italia esistono siti storici che da anni si occupano di DCCM, in quanto la sanità pubblica rifiuta la cura di questa patologia. Ma i “grillini” invece di confrontarsi con loro, in data 29 gennaio 2014, prima firmataria, la on. G Di Vita presentano una 1°“interrogazione parlamentare ad personam”
per “promuovere” le attività di M.F., forse amico della Di Vita. Nella loro personalistica interrogazione, infatti, chiedono al Ministero della Salute, non un diritto per tutti i pazienti, ma bensì di riconoscere il metodo OG, che è privo di una qualsiasi validazione scientifica. Il risultato quindi è stato che i NAS hanno chiuso il centro OG e denunciato M.F. per esercizio abusivo della professione medica. Ovviamente al Ministero della Salute hanno il “ventre molle” e sono stati “indulgenti”, altrimenti la Di Vita avrebbe potuto passare dei guai!!!

Ma non essendo soddisfatta del suo “capolavoro” di superficialità la Di Vita ci ha riprovato nuovamente e non sapendo cosa fare ha ritenuto lecito avvalersi della sua “immunità” e impunità di parlamentare e ha prelevato abusivamente tutte le informazioni da questo sito internet, cita fatti e circostanze chiaramente riferibili a questo sito come nel caso dello studio condotto dall’università di Perugia, l’intervento del sen. I. Marino ecc., e senza mai darcene avviso e senza neanche citarne la fonte, il 15 maggio 2014 presenta una 2° interrogazione in cui ha cercato di correggere il tiro, poi successivamente in data 23 marzo 2015 ha presentato una 3° interrogazione del tutto manchevole di documenti importanti come ho ricordato più volte, quindi possiamo dire che non è stata nemmeno in grado di fare un semplice copia e incolla fedele e veritiero.

Ma non è tutto, il giorno 21/5/2015, la on. Di Vita mi convoca a Roma per un’incontro chiarificatore che si rivelerà inutile, in quanto lei non si è presentata all’incontro, quindi parlo con due assistenti parlamentari che hanno il compito di fare una relazione da sottoporre alla Commissione sanità e affari sociali dei 5 stelle, che ora nessuno dei “garanti” del movimento sa bene che fine abbia fatto. Ho inviato decine di email e solleciti, ma nessuno di loro ha mai risposto. Sapendo che l’hanno fatta “grossa” e prima che qualcuno possa chiedergli pubblicamente delle spiegazioni, zitti zitti, cambiano la loro Interrogazione da risposta in Aula a risposta in Commissione, ma che in mancanza di presupposti logici e viste le premesse, ha fatto si che il Ministero della Salute, si è sempre rifiutato di rispondere anche se questo ha degli effetti deleteri per la salute dei pazienti.

Ora si scopre che la on. G. Di Vita risulta anche indagata dalla procura di Palermo per delle firme false depositate dai grillini alle comunali palermitane del 2012, e che la stessa Di Vita ha sempre rifiutato di autosospendersi e si è sempre avvalsa della facoltà di non rispondere anche ai magistrati.

Quindi la loro presunta “onestà” è solo un bluff, un modo del tutto ingannevole e illusorio per “dipingere” un mondo che in realtà non esiste. Che nasce da un eccesso di banalizzazione della realtà e per ragioni di scena, più o meno teatrale, loro i buoni tutti gli altri i cattivi, frutto di una “visione” immaginifica di un comico sempre più solo al comando e sempre più contestato.

il rispetto di semplici regole.

Secondo Eco: «I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel.” Apriti cielo sui social si sono scatenati, fiumi di commenti, rete si rete no.

A guardar bene gli imbecilli presenti su la rete non sono molto differenti da quelli che incontriamo ogni giorno per strada. Non salutano mai, non ringraziano, non chiedono mai scusa o per favore, sono sempre polemici e pronti all’insulto, arrivano quando uno riesce in qualcosa e cechi di invidia spargono fango sul lavoro degli altri, per esistere usano gli altri, perché tu rappresenti tutto ciò che loro non saranno mai.

L’unica differenza è che la rete lascia loro spazio e non essendo capaci di altro vanno di sito in sito di forum in forum, postando commenti per lo più inappropriati allo scopo di vedere se qualcuno abbocca e condivide, non prestano alcuna attenzione a ciò che si dice e quando parlano lo fanno solo per polemizzare e dare sfogo alla loro aggressività e al loro ego.

Noto anche dal monitoraggio del sito che il loro è un comportamento compulsivo, cercano le informazioni di qua e di la, sfogliano velocemente pagine su pagine senza leggere, approfondire o fermarsi a riflettere sul contenuto di ciò che leggono. Nei giorni scorsi sulla nostra pagina fb Arianuova Umbria, sono stati postati alcuni commenti offensivi da una persona (Rita Melli) che si definisce “dottoressa”, e che in precedenza ci ha chiesto l’amicizia per avere informazioni in merito alla invalidità civile per la sua DCCM.

Ammette di non conoscere i suoi diritti anche se poi dopo la pubblicazione del mio articolo “DCCM il silenzio della on. Di Vita” si precipita a fare commenti, anche nella sua pagina, allusivi ed offensivi nei nostri confronti e senza alcun rispetto per il nostro lavoro di almeno 10 anni, parte a testa bassa e ci fa una filippica sulla sua laurea in scienze finanziarie e ci da degli ignoranti…. “afferma che a lei non interessa nulla dei pazienti Umbri” e che per lei “l’ultimo ma proprio l’ultimo dei suoi problemi è sapere chi paga le cure”, anche se riferisce di aver intentato una causa di risarcimento.

Poi si pente, capisce che ha fatto una pessima figura, quindi elimina i suoi commenti e mi invia messaggi in privato in cui in modo beffardo afferma che la Di Vita è amica sua e al contrario che a noi a lei risponde sempre. Questo almeno ci fa capire chi è che fornisce informazioni balzane e non corrette alla on Di Vita, che a tutt’oggi non risponde.

Capisco che l’impegno costa tempo e leggere è fatica, ma almeno leggetevi cosa dice il Ministero della Salute nel 2005 e nel 2009 cosi potete evitare di fare la figura degli ignoranti o peggio e perdere altro tempo nel chiederlo al Ministero della Salute che da oltre un anno non risponde alla interrogazione presentata dalla on. Di Vita.

La verità è che la (dottoressa) ci sembra un po’ confusa e non ha ancora capito qual è il problema e cosa occorre fare, non ha capito il senso del mio precedente articolo, cioè che se intendiamo davvero agire dobbiamo farlo tutti insieme, perché in questo caso il vero ostacolo per il riconoscimento della DCCM non è solo la politica ma sono le lobby e l’ interrogazione ha già suscitato polemiche e attacchi da parte degli Odontoiatri, e la Di Vita non è correttamente informata e dimostra di non essere in grado di rispondere correttamente e di farcela da sola.

Ma guai a dire ad un individuo che sta’ sbagliando, non fareste altro che attirarvi i suoi strali e le sue ire. La verità è che oggi il buon senso non esiste più, la solidarietà è morta e il rispetto l’abbiamo messo sotto la suola delle scarpe, molti pensano di essere più furbi degli altri e allora invece di confrontarsi mandano messaggi in privato, fanno i copia e incolla e saccheggiano la vita degli altri, anche se questo è un furto.

Da tempo infatti, chiediamo al Ministero della Salute il riconoscimento della DCCM e lo abbiamo fatto anche attraverso iniziative pubbliche quindi aperte al contributo di tutti, ma la dottoressa non solo non ha aderito alla nostra iniziativa ma non si è nemmeno degnata di leggersi la risposta del Ministero della Salute che gli ho inviato.

Per il futuro la invito a leggersi “lo scopo di questo sito” e ci esoneri dall’obbligo di risponderle per dimostrare che le sue iniziative sono solo dei tentativi maldestri di evitare il confronto e buttare tutto in caciara. E per favore ci risparmi lezioni di morale che essendo “pelosa” ha sempre molte cose da nascondere e troppe da farsi perdonare, ho lasciato i miei commenti perché questo sia un monito per tutti, provare vergogna è un buon antidoto contro l’imbecillità.

Questo spazio nasce per dare ai pazienti la possibilità di confrontarsi e non consentiamo a nessuno di abusare della nostra disponibilità per trasformarlo in un luogo di scontro e di bagarre, per coloro che amano trastullarsi ci sono i parchi gioco, qui facciamo altro e i perditempo e i petulanti non sono bene accetti, per cui nessuno si ritenga assolto dalla osservanza di queste semplici regole, se non volete in futuro essere allontanati e messi al bando.

DCCM: il silenzio della on. G. Di Vita.

Dopo mesi la on. G. Di Vita, primo firmatario della interrogazione parlamentare sulla DCCM, non risponde alle mie e-mail, rifiuta di confrontarsi con noi che da anni ci stiamo battendo per il riconoscimento di questa patologia.

La Di Vita, nella sua interrogazione, chiede al Ministero della Salute di conoscere se lo stesso abbia mai fornito una risposta ad altri pazienti affetti da DCCM, le ho fatto notare che la risposta del Ministero della Salute c’è e cera stato anche un impegno mai mantenuto dalla regione Umbria e che tutta la documentazione è pubblicata alla pagina DCCM di questo sito, ma lei non ha risposto. Come è possibile vedere il Ministero della Salute ci aveva anche chiesto di individuare un centro di diagnosi e cura, ma nella sua interrogazione non vi è traccia di tutto questo e alla fine di questo anno probabilmente il centro di Roma chiude a causa dei tagli alla sanità del Lazio, quindi finiremo per perdere anche questa opportunità.

In precedenza ho fatto anche notare alla on. Di Vita che esistono anche dei precedenti come nel caso della delibera del 2001 della regione Toscana relativa alla DCCM Ma dopo mesi passati a pensare, non si sa bene a cosa, la Di Vita mi comunica il giorno 21/5/2015, di recarmi a Roma per un incontro con la Commissione Affari Sociali del Movimento 5 stelle, ma la “signorina” Di Vita non solo non si è presentata all’incontro, ma non ha nemmeno risposto al telefono del suo assistente per un collegamento su Skype, come era stato successivamente proposto. So che dell’incontro è stata fatta una relazione da sottoporre alla Commissione, ma da alcune verifiche effettuate nessuno sa nulla. Non voglio entrare in polemica con il Movimento 5 stelle, ma fare tutto da soli ed evitare di confrontarsi non è mai stato un buon viatico per la democrazia.

Temo che la Di Vita abbia completamente frainteso il vero significato di questa vicenda e da tempo ne abbia fatto una sua questione personale che interessa solo lei, e questo sicuramente non aiuta e non è utile a nessuno. Nel testo della sua Interrogazione Parlamentare, si fa espresso riferimento al contenuto di questo sito, come nel caso dello studio condotto sulla DCCM dall’Università di Perugia o come nel caso dell’intervento del sen. Ignazio Marino presidente della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul S.S.N.
ma omette di riferire la risposta fornita dalla regione Umbria.

Quello che contestiamo alla on. Di Vita quindi non è solo la sua mancanza di informazioni e la sua supponenza, il fatto che la “onorevole” si rifiuti di ascoltare i malati che sicuramente ne sanno più di lei, o che si sia rifiutata di partecipare all’incontro o che abbia prelevato documenti dal nostro blog senza citarne la fonte, per fare una ricostruzione dei fatti del tutto parziale ma soprattutto il fatto che la stessa Di Vita non abbia mai sentito nemmeno il dovere di informarci in merito alla sua iniziativa. Non voglio farla lunga sul fatto che la sua azione potrebbe configurare anche un furto di contenuti informatici , ma soprattutto ritengo di dover evidenziare il fatto che la sua iniziativa è priva di riferimenti importanti e in definitiva non è servita a nulla, in quanto il Ministero della Salute non ha mai risposto, e il suo atteggiamento ha finito per compromettere tutti i nostri sforzi per giungere ad una soluzione.

Voglio ricordare alla on. Di Vita che in precedenza solo la Lorenzetti e la Marini (presidenti della regione Umbria) hanno rifiutato di rispondere, visto che nei giorni scorsi la stessa Presidenza della Repubblica ha inviato una richiesta di chiarimenti alla regione Umbria. Per questo il suo silenzio mi sembra del tutto fuori luogo, e non avendo altro modo le chiedo pubblicamente una risposta, e qualsiasi essa sia la pubblicheremo. Colga questa opportunità per spiegarci se per lei sia più importante il suo ego o se al contrario non debba prevalere l’interesse generale e la salute pubblica.