Il segreto non e' nella soluzione, ma nel processo che ha occupato la mente in cerca di una soluzione.

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Il principio della rana bollita.

Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana.

Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare.

La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa.

L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce – semplicemente – morta bollita.

Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50° avrebbe dato un forte colpo di zampa, sarebbe balzata subito fuori dal pentolone.

Questa esperienza mostra che – quando un cambiamento si effettua in maniera sufficientemente lenta – sfugge alla coscienza e non suscita – per la maggior parte del tempo – nessuna reazione, nessuna opposizione, nessuna rivolta.

Se guardiamo ciò che succede nella nostra società da alcuni decenni, ci accorgiamo che stiamo subendo una lenta deriva alla quale ci abituiamo. Un sacco di cose, che ci avrebbero fatto orrore 20, 30 o 40 anni fa, a poco a poco sono diventate banali, edulcorate e – oggi – ci disturbano solo leggermente o lasciano decisamente indifferenti la gran parte delle persone. In nome del progresso e della scienza, i peggiori attentati alle libertà individuali, alla dignità della persona, all’integrità della natura, alla bellezza ed alla felicità di vivere, si effettuano lentamente ed inesorabilmente con la complicità costante delle vittime, ignoranti o sprovvedute.

I foschi presagi annunciati per il futuro, anziché suscitare delle reazioni e delle misure preventive, non fanno altro che preparare psicologicamente il popolo ad accettare le condizioni di vita decadenti, perfino drammatiche.

Il permanente ingozzamento di informazioni da parte dei media satura i cervelli che non riescono più a discernere, a pensare con la loro testa.

Allora se non siete come la rana, già mezzo bolliti, date il colpo di zampa salutare, prima che sia troppo tardi.

Noam Chomsky

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  • Il pensiero corrotto.

    Quello della corruzione sicuramente non è un problema nuovo per questo paese, nel mondo latino con il termine “corrotto” si indicava il pianto “recitato ad hoc” dalle “prefiche” o piagnone, pagate per intonare canti di elogio del defunto, oggi ha assunto un significato più ampio ed è usato per definire la condotta di chi agisce contro i propri doveri e obblighi. Molti subiscono il fascino del “potere” della corruzione, talvolta vi aderiscono in modo del tutto inconsapevole o perché spinti dalla convenienza o dalla necessità di uniformarsi al comune sentire. Un “sistema” illegale “governa” il nostro paese, ed è l’espressione stessa di una classe politica del tutto mediocre. Nella sanità l’opera questo “sistema” è stata quella di corrompere i medici per mezzo del prestigio, soldi e potere, insegnandogli a disprezzare gli altri terapisti e dividendo i medici tra loro e dagli altri, e snaturando così la loro professione. “Corrompere in Sanità equivale ad uccidere, farlo su larga scala equivale a compiere una strage!” Il risultato è del tutto visibile e sotto gli occhi di tutti, oggi dici sanità e pensi più ai reati che non alla salute, e questo ha un terribile impatto, sulla vita di tutti. Gli esponenti di questo “sistema” parlano di solidarietà, di fiducia e di salvezza ma sono, in realtà, delle “reti” che “gettate in mare”, hanno il solo scopo di sottrarre la speranza ai cittadini che versano in cattive acque.
    Il loro unico scopo è incanalare il dissenso e molti si illudono che dissentire serva a cambiare qualcosa, ma esistono delle sostanziali differenze tra Attività e Azione in quanto l’Azione è fare quello che la situazione richiede, mentre l’Attività non è mai una risposta, è semmai il frutto del proprio malessere e dove la situazione diventa solo un pretesto. Quindi “l’attività è distruttiva mentre l’azione è creativa”.

    Sanità: come un Grand Hotel.

    La Sanità pubblica come un Grand Hotel a 5 stelle,… ma soltanto per politici corrotti, pubblici amministratori, e medici senza etica, dove i malati sono considerati dei “consumatori” o solo dei “clienti”, magari “paganti in proprio”.

    A NOI NON PIACE “ACCAREZZARE” QUESTO “SISTEMA”.
    Da tempo, come associazioni di malati, denunciamo la corruzione presente nella sanità e alla Asl 2 dell’Umbria (la stessa di A. Liberati, dei 5 stelle) ai danni dei malati, e l’immobilismo della regione Umbria e anche secondo un recente rapporto di Trasparency gli episodi di malaffare (quelli accertati) riguardano il 37% delle aziende sanitarie, e da tempo la sanità è diventata un feudo della politica e lo stesso R. Cantone ha dichiarato che la sanità è terreno di scorribanda di delinquenti di ogni tipo. Allo stesso tempo si stima che oltre 2 milioni di Italiani pagano regolarmente mazzette per visite, esami ed interventi allo scopo di aggirare le liste d’attesa. Un problema che potrebbe essere facilmente risolto impedendo ai medici di svolgere la doppia professione. Tutti reati non solo odiosi ma su cui nessuno interviene in quanto la politica del Ministero della Salute è quella di depenalizzare ogni responsabilità medica.

    Questo ha fatto si che oggi metà degli Italiani non ha più accesso alle cure sanitarie e trascura la propria salute, con dei costi anche sociali che pagheranno sicuramente le future generazioni, mentre allo stesso tempo, secondo l’ISPE un quarto della spesa sanitaria, oltre 23 miliardi di euro, se ne va in corruzione e sprechi. Come se ciò non bastasse secondo il recente “rapporto osserva salute” cala l’aspettativa di vita degli Italiani e siamo fra gli ultimi in Europa in spesa per la prevenzione. Quindi parlare di sanità e di salute dovrebbe essere una priorità per tutti !!!!!!

    E così accade che in un paese “malsano” come è il nostro, i cittadini con problemi di salute, invece di ricevere cure, e assistenza, sono costrette a viaggiare in Italia e all’estero come schegge impazzite alla ricerca di un “santone” in grado di compiere il miracolo. E siccome siamo anche il paese dei “furbi”, del pensiero agile, del “fare” approssimativo e del così fan tutti, siamo spesso attratti dalle scorciatoie e dalle “facili” soluzioni, e come in questo caso c’è sempre chi ne approfitta, ora vediamo che sono in molti ad avere degli scheletri negli armadi, e che hanno interesse a mettere tutto a tacere, e come troppo spesso avviene in un paese profondamente corrotto…aperto il sacco è uscito fuori di tutto e chissà cos’altro, sprechi, corruzione, illegalità, inerzia, assenza di proposte, interessi e convenienze, ingenuità e furbizie, la vera piaga morale e “asfissia” di questo paese.

    Quindi al di la di come andrà a finire tutta questa storia della cura della DCCM, tutto ciò ci fornisce l’immagine di un paese in “conflitto” con se stesso e dove i pazienti sono considerati come dei “tacchini” a Natale.

    Al Ministero della Salute sanno bene che in assenza di “numeri” e dati ufficiali, loro non si muovono. Che ci piaccia o no, in mancanza di una “sperimentazione” in grado di provare l’efficacia delle terapie, il Ministero non approverà mai nulla e quindi non serve a niente chiedere l’approvazione di un “metodo” o di un brevetto. Questo lo sanno tutti!!!

    Sarebbe troppo facile, non scherziamo, ci sono interessi così consistenti sotto che nessuno si immagina, figuriamoci, se i lobbysti presenti al Ministero della Salute consentono di approvare un “brevetto” che oltre a tutto potrebbe andare contro i loro interessi, non siate ingenui non lo faranno mai, loro semmai sono “specialisti” ad insabbiare tutto.

    Sanno che questo problema esiste da anni e il Ministero della Salute, già interpellato nel 2005, dichiara di non essere in grado di indicare un centro di cura in Italia. La prova che questa patologia esiste, ma loro non la curano.

    Al Ministero sanno bene, che ci sono persone con malformazioni cranio-facciali gravi o congenite e che sulla base della Normativa Sanitaria Nazionale, hanno diritto a ricevere cure assistenza specialistica.

    Sanno anche che i LEA dovevano garantire la cura proprio a loro, ai pazienti gravi e nel caso dell’Odontoiatria, dopo 15 anni, le regioni sono inadempienti e non in regola.

    Sanno che sulla base della Normativa Sanitaria del 2001 il Ministero della Salute doveva provvedere al “Monitoraggio” dei LEA ma in realtà non lo ha mai fatto e tutt’ora non è fatto sulla base degli indicatori previsti dalla normativa.

    Sanno che ci sono regioni dove le cure sono del tutto “virtuali” (guardatevi l’intervista del prof. Gherlone), cure non solo inappropriate ma con servizi del tutto inefficienti, e quindi non in grado di fare nessuna cura o prevenzione da 0-14, così come prescrivono i LEA. Potrebbe essere un buon argomento (doppio) da sottoporre alla ministra Lorenzin, visto che è diventata madre di un bebè.

    Sanno anche che nel 2009 il Ministero della Salute, ci ha chiesto di individuare un centro diagnosi e cura, cosa che noi abbiamo fatto, e lo stesso prof. Gherlone, precisa nella sua lettera, che nel caso della DCCM, esistono 2 modi per far valere i propri diritti una volta diagnosticata e accertato il grado di invalidità civile, si può chiedere una convenzione con un centro specialistico di cura o in alternativa chiedere dei rimborsi alla regione o alla Asl di appartenenza.

    Al Ministero della Salute sanno che la delibera della regione Toscana relativa alla DCCM, crea un precedente per tutti in Italia in quanto è la prova, non solo delle mancanze e inadempienze gravi e difformità dell’assistenza, ma soprattutto è la prova che questa patologia (DCCM) esiste, e come anche nel caso dell’Umbria, loro ammettono di non curarla.

    Sanno che nella “riforma” LEA del 2001 era prevista la istituzione di una Commissione Parlamentare di inchiesta sul S.S.N., competente in materia di applicazione dei LEA e che dopo la “defenestrazione” del Sen. I. Marino, dal 2013 non è stata più ricostituita.

    Sanno che ci sono persone che anche a causa di queste “mancanze” affermano di essere state danneggiate dai dentisti, e che a causa anche dell’alea terapeutica, ora necessitano di una “riabilitazione” complessa, di cure e centri ad altissima specializzazione, che in Italia non esistono.

    Sanno che ci sono persone disperate, che girano l’Italia da nord a sud, nella vana ricerca di uno “specialista” che li aiuti ad uscire dai loro “tunnel” e che dopo avere speso ingenti somme di denaro inutilmente e senza risultato, se non vogliono vedere la loro vita rovinata, provano a curarsi da sole.

    Sanno che in assenza di protocolli riconosciuti dal Ministero, i servizi di Odontoiatria pubblici sono indotte a non fare nemmeno una diagnosi e questo da luogo a violazioni ed tutto fuori regola.

    Sanno che in caso di un loro intervento in materia, questo potrebbe dar luogo a qualche contenzioso medico- paziente e quindi hanno scelto di non fare nulla e restare in silenzio. E ora come (schettino) affondano con la propria nave…. con i passeggeri a bordo.!!!!

    Sanno che esistono atti e documenti che provano le loro mancanze, e la scelta sconsiderata di non fare nulla finirà per creare legioni di danneggiati e di invalidi civili da indennizzare.

    Sanno che il “vuoto” lasciato della sanità pubblica spinge molti ad improvvisarsi come “specialisti” e in questo caso a compiere danni non c’è solo qualche “praticone” ma spesso ci sono gli stessi Odontoiatri con tanto di laurea, e camice bianco.

    Sanno anche che i pazienti non trovando una soluzione al loro problema di salute diventano “dipendenti” spesso da farmaci o da visite specialistiche ed esami non necessari, del tutto inutili e costosi che altrettanto spesso non portano a nulla, ne a una diagnosi ne tanto meno ad una cura. (quindi sprechi di risorse)

    Sanno che oggi le aziende sanitarie non fanno prevenzione, sono diventate delle aziende di marketing che incoraggiano i consumi, di farmaci, prestazioni private, ed esami inutili, ma solo in grado di garantire gli “affari” la corruzione e gli sprechi.

    Sanno che nel 2002 con l’entrata in vigore dei LEA, gran parte dei centri di cura e ricerca pubblici, come nel caso dell’Università di Perugia, sono stati chiusi e che le linee guida del ministero sulle malo-occlusioni, pubblicate nel 2009, tutt’ora non vengono rispettate.

    Sanno che le precisazioni fornite dal prof. Gherlone di fatto “riconoscono” un diritto per tutti, ma sono anche la prova che al Ministero della Salute non hanno fatto nulla e questo può creare qualche imbarazzo al Ministero.

    Sanno che dopo un’ennesimo spreco di soldi pubblici e aver rifiutato la convenzione con il centro di Roma, ora la regione Umbria sapendo di mentire, risponde alla Presidenza della Repubblica: che la cura è all’estero, pur non essendoci i presupposti come tutti sanno in quanto non esiste un codice che identifichi la DCCM.

    MA NON E’ TUTTO alla Presidenza della Repubblica ora La Regione Umbria risponde che la cura è all’estero senza indicare dove, e allo stesso tempo la Asl nega i rimborsi (e pensate!!!!!!!) sulla base di che? accusano i pazienti di essersi rifiutati di sottoporsi alle cure proposte dalla Asl, giudicate inesistenti dagli stessi specialisti della Asl. La quale non è nuova ad episodi del genere, o ti accontenti anche per ciò che non ti danno o finisci nei guai, come è avvenuto con una disabile che chiedeva con insistenza una cura specialistica per i propri figli.

    Sanno anche dai giornali, che “la sanità è ostaggio della politica e terreno di scorribanda di delinquenti di ogni tipo, ma che si arrivi persino a fare la guerra ai pazienti, mi sembra davvero il massimo per un “servizio” che si intende essere ancora pubblico e che ha quindi l’obbligo di garantire cure e salute.

    SANNO CHE AVER NASCOSTO PER ANNI IL PROBLEMA ha fatto si che si è perso pure il comune senso della ragione e ora anche al ministero hanno difficoltà a ritrovare il bandolo della matassa. Per cui sento il dovere di ricordare loro che…

    Al Ministero della Salute sanno che NON E’ SOLO UN PROBLEMA DI CURA MA DI SICUREZZA DEI PAZIENTI e sono anni (2006-2007-2009-2015) che i cittadini chiedono l’invio degli ispettori Ministeriali per accertare cosa avviene in questa Asl, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza delle cure e la gestione del rischio clinico, compito che in questi casi spetta al Ministero della Salute, accertare.

    In quanto se non è lecito dire di fare ciò che non si è in grado di fare tanto meno è lecito proporre o sottoporsi a terapie dichiaratamente inappropriate , sintomatiche o inesistenti, e persino nocive per il paziente, e definite incongrue, anche a detta degli stessi servizi Odontoiatrici regionali.

    Tutta questa opera di disinformazione e corruzione, tutto questo silenzio, tutta questa sofferenza è un capolavoro di superficialità e prima o poi molti si renderanno conto che anche la questione della cura è tutta una fuffa, in quanto in ogni paese civile e normale le persone si confrontano, scambiano informazioni, lottano semmai per la loro salute e i propri diritti e non vanno in giro a vendere “invenzioni”, e con toni da “piazzista” e in malo modo, pretendere di convincere gli altri che esiste un metodo “unico”, che è la panacea per tutti i mali del mondo.

    MA QUESTO NON E’ UN PAESE NORMALE !?! Non sarà per caso che questo è diventato il paese della fufferia, della facile indignazione e delle buone intenzioni a cui non seguono mai i fatti. In questo caso chi è il “colpevole”, il paziente, come afferma la Asl? il prof. Gherlone (gnatologo clinico consulente del Ministero) ? o la regione Umbria che è stata giudicata inadempiente per quanto riguarda i LEA, dallo stesso Ministero della Salute.
    Nel caso della “griglia” LEA la “retrocessione” della regione Umbria vuol dire che il danno è pure doppio o multiplo, in quanto i servizi Odontoiatrici sono tutt’ora non in regola e non fanno prevenzione e cura, e come se questo non bastasse, essendo stata “retrocessa”, l’Umbria riceverà meno finanziamenti dal Ministero della Salute. Quindi meno cure per tutti…

    Un “Grand Hotel” lo definiscono a Roma, è così che definiscono la situazione della regione Umbria, ed è l’unica cosa in cui posso essere d’accordo con loro, anche se a questo punto vorremmo sapere a cosa serve tutto l’apparato ministeriale.

    QUESTA NON E’ PIU’ SOLO UNA EMERGENZA SANITARIA O POLITICA MA E’ UN DRAMMA SOCIALE DI PROPORZIONI NAZIONALI.
    Ho sentito il dovere di fare questo lungo riassunto e sostituire i tanti “se” con loro “sanno”, per evitare che accada in futuro che ci piscino in testa e ci raccontano che fuori piove. In Italia le persone che hanno questo “problema” sono migliaia, e se tutte insieme inviassero una email al giorno alla Lorenzin, lei prima o poi sarebbe costretta a rispondere, almeno sapremmo cosa pensano di fare e cosa hanno per la testa.

    “Io non giudico mai le persone dagli sbagli che fanno ma dalla loro capacità di porvi rimedio”.
    Questo in sintesi è il mio pensiero, quello che ho cercato di far capire alla Di Vita e agli altri, in quanto il Movimento 5 stelle può presentare una nuova interrogazione, visto che il ministro non risponde, integrandola con tutti i documenti, compresi gli studi del Dott. G. Chiogna e le testimonianze e gli studi condotti dai pazienti.

    ORA O MAI PIU‘… Un invito che è rivolto a tutti a creare una legittima “difesa” della nostra salute e dei nostri diritti e necessaria ad impedire altri danni ai pazienti. E per usare una metafora calcistica, ora almeno tutti i “giocatori”, sanno come si può giocare questa partita, certo si può vincere o perdere come è naturale che sia, la stessa può essere facile, difficile e persino complicata, si può dissentire sulle scelte e sul risultato come avviene spesso in Italia, ma quello che non deve mai accadere, è che l’arbitro è stato “corrotto” e che la partita risulta “truccata”.

    QUELLO CHE NESSUNO SA….. E’ CHE L’ INIZIATIVA DELLA on. DI VITA E’ DESTINATA A NAUFRAGARE NEL NULLA.

    Si continua a parlare del “sistema” dei favoritismi e delle leggi “ad personam” di Berlusconi e Renzi, ma poi nel caso della DCCM la stessa on. G. Di Vita del Movimento 5 stelle, si è fatta promotrice di questo “sistema” elitario e in data 29 gennaio 2014 con la sua 1° “interrogazione parlamentare ad personam” ha finito per “promuovere” le attività di M.F. a discapito del diritto alla salute di tutti. Come molti pazienti sanno in Italia non c’è solo M.F., esistono siti storici gestiti da pazienti che da anni si occupano di DCCM, ma la Di Vita li ignora e nella sua personale o meglio personalistica interrogazione ne fa una questione che interessa solo lei ed M.F. La Di Vita, nella sua 1° interrogazione, chiede al Ministero della Salute, non un diritto per tutti i pazienti come era lecito attendersi , ma bensì di riconoscere il metodo OG, che è privo di una validazione scientifica. Il risultato quindi è stato che i NAS sono intervenuti per chiudere il centro OG e allo stesso tempo hanno denunciato M.F. per esercizio abusivo della professione medica. Ovviamente al Ministero della Salute hanno il “ventre molle” e sono stati “compiacenti”, altrimenti la Di Vita avrebbe potuto passare dei guai!!! Ma non è tutto, non ritenendosi soddisfatta del suo “capolavoro” di superficialità la Di Vita ci ha provato nuovamente e non sapendo cosa fare ha voluto aggiungere altro alla sua già “grande opera” di scorrettezze, quindi ha prelevato abusivamente tutte le informazioni dal nostro blog, come tutti possono vedere, senza mai darcene avviso e senza mai citarne la fonte e in data 15 maggio 2014 ha presentato una 2° interrogazione in cui ha cercato di corregere il tiro, poi successivamente in data 23 marzo 2015 ha presentato una 3° interrogazione del tutto manchevole di documenti importanti come ho ricordato più volte, quindi possiamo dire che non è stata nemmeno capace di fare un copia e incolla fedele e veritiero. Ma non è finita, come ho già detto il giorno 21/5/2015, un anno fa, la on. Di Vita mi convoca a Roma per un’incontro chiarificatore che si rivelerà inutile , in quanto lei non si è presentata e non ha avuto nemmeno la compiacenza di rispondere al telefono del suo assistente parlamentare, quindi parlo con due assistenti parlamentari che hanno il compito di fare una relazione da sottoporre alla Commissione sanità e affari sociali dei 5 stelle, che ora dopo un anno, nessuno sa bene che fine abbia fatto. Ho inviato decine di email e solleciti, ma nessuno di loro ha mai risposto. Tutt’ora la Di Vita rifiuta di rispondere forse perche le manca il “coraggio” e sapendo che l’ha fatta “grossa” e preoccupata che qualcuno possa chiedergli delle spiegazioni, zitta zitta, cambia la sua Interrogazione da risposta in Aula a risposta in Commissione, come mi ha confermato di recente Liberati del M5stelle Umbria. Questo suo comportamento “compulsivo” in mancanza dei presupposti logici e viste le premesse, sta naufragando nel nulla e ha avuto come conseguenza che il Ministero della Salute, si è sempre rifiutato di rispondere e questo sta avendo degli effetti deleteri, non solo per la salute dei pazienti, ma ha anche indotto alcuni esponenti del suo “gruppo parlamentare” ad una alzata di scudi per proteggerla, e di fatto ha finito per compromettere la “fiducia” e i nostri rapporti con il Movimento 5 stelle, e allo stesso tempo sta anche vanificando tutti i nostri sforzi per giungere ad una soluzione, nell’interesse generale e a beneficio di tutti i pazienti.

    Quindi sarebbe necessario che qualcuno del Movimento intervenga al più presto per mettere fine a questa “indecenza”, che certo nessuno si aspetta da un Movimento che intende farsi interprete della legalità e dei diritti di tutti i cittadini !!!!!!!

    Avvertenze N.B.: questo sito è frutto del duro lavoro di alcuni pazienti affetti da D.C.C.M. e come tutti i siti internet è soggetto a copyright quindi chiunque preleva o copia contenuti e documenti o parte degli stessi compie un furto di contenuti informatici. Quindi la on. Di Vita, ci deve spiegare dove ha acquisito le informazioni contenute nella sua 2° e 3° interrogazione ??????

    Il principio della rana bollita.

    Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana.

    Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare.

    La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa.

    L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce – semplicemente – morta bollita.

    Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50° avrebbe dato un forte colpo di zampa, sarebbe balzata subito fuori dal pentolone.

    Questa esperienza mostra che – quando un cambiamento si effettua in maniera sufficientemente lenta – sfugge alla coscienza e non suscita – per la maggior parte del tempo – nessuna reazione, nessuna opposizione, nessuna rivolta.

    Se guardiamo ciò che succede nella nostra società da alcuni decenni, ci accorgiamo che stiamo subendo una lenta deriva alla quale ci abituiamo. Un sacco di cose, che ci avrebbero fatto orrore 20, 30 o 40 anni fa, a poco a poco sono diventate banali, edulcorate e – oggi – ci disturbano solo leggermente o lasciano decisamente indifferenti la gran parte delle persone. In nome del progresso e della scienza, i peggiori attentati alle libertà individuali, alla dignità della persona, all’integrità della natura, alla bellezza ed alla felicità di vivere, si effettuano lentamente ed inesorabilmente con la complicità costante delle vittime, ignoranti o sprovvedute.

    I foschi presagi annunciati per il futuro, anziché suscitare delle reazioni e delle misure preventive, non fanno altro che preparare psicologicamente il popolo ad accettare le condizioni di vita decadenti, perfino drammatiche.

    Il permanente ingozzamento di informazioni da parte dei media satura i cervelli che non riescono più a discernere, a pensare con la loro testa.

    Allora se non siete come la rana, già mezzo bolliti, date il colpo di zampa salutare, prima che sia troppo tardi.

    Noam Chomsky

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