Il segreto non e' nella soluzione, ma nel processo che ha occupato la mente in cerca di una soluzione.

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Sanità: come un Grand Hotel.

La Sanità pubblica come un Grand Hotel a 5 stelle,… ma soltanto per politici corrotti, pubblici amministratori, e medici senza etica, dove i malati sono considerati dei “consumatori” o solo dei “clienti”, magari “paganti in proprio”.

A NOI NON PIACE “ACCAREZZARE” QUESTO “SISTEMA”.
Da tempo, come associazioni di malati, denunciamo la corruzione presente nella sanità e alla Asl 2 dell’Umbria (la stessa di A. Liberati, dei 5 stelle) ai danni dei malati, e l’immobilismo della regione Umbria e anche secondo un recente rapporto di Trasparency gli episodi di malaffare (quelli accertati) riguardano il 37% delle aziende sanitarie, e da tempo la sanità è diventata un feudo della politica e lo stesso R. Cantone ha dichiarato che la sanità è terreno di scorribanda di delinquenti di ogni tipo. Allo stesso tempo si stima che oltre 2 milioni di Italiani pagano regolarmente mazzette per visite, esami ed interventi allo scopo di aggirare le liste d’attesa. Un problema che potrebbe essere facilmente risolto impedendo ai medici di svolgere la doppia professione. Tutti reati non solo odiosi ma su cui nessuno interviene in quanto la politica del Ministero della Salute è quella di depenalizzare ogni responsabilità medica.

Questo ha fatto si che oggi metà degli Italiani non ha più accesso alle cure sanitarie e trascura la propria salute, con dei costi anche sociali che pagheranno sicuramente le future generazioni, mentre allo stesso tempo, secondo l’ISPE un quarto della spesa sanitaria, oltre 23 miliardi di euro, se ne va in corruzione e sprechi. Come se ciò non bastasse secondo il recente “rapporto osserva salute” cala l’aspettativa di vita degli Italiani e siamo fra gli ultimi in Europa in spesa per la prevenzione. Quindi parlare di sanità e di salute dovrebbe essere una priorità per tutti !!!!!!

DCCM: lo scopo di questo sito.

Questo sito nasce allo scopo di fornire informazioni in merito alla DCCM, abbiamo reso pubblici alcuni documenti nella speranza che questo potesse rappresentare una traccia da seguire per tutti i pazienti sparsi nel Belpaese, coloro che intendono lottare per un giusto riconoscimento di questa patologia. Nel corso di questi anni abbiamo intrapreso tutti i necessari iter istituzionali Asl-Regione-Ministero- e nel 2009 eravamo giunti ad un passo dalla soluzione visto che il Ministero della Salute si era reso disponibile ad individuare un percorso assistenziale (convenzione o rimborsi) chiedendoci allo stesso tempo di individuare un centro di diagnosi e cura in Italia, in grado di accogliere i pazienti che presentano simili problematiche. Cosa che abbiamo puntualmente fatto ma la regione Umbria dopo un ennesimo raggiro e spreco di soldi pubblici ha rifiutato di stabilire una convenzione con il centro di Roma e quindi non se ne è fatto nulla. Per questa ragione nel 2010 è intervenuto il sen. Ignazio Marino, al tempo presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul S.S.N, inviando una lettera di chiarimenti alla presidente della regione Umbria Marini. Ma la Asl di Foligno (quella di sanitopoli) fa una ricostruzione dei fatti non rispondente al vero affermando che loro sono in regola e la colpa è del paziente che non sarebbe tornato per farsi curare.
Denunciamo da tempo la situazione di illegalità presente in questa Asl ma la Procura della Repubblica di Perugia ad oggi rifiuta di intervenire, per cui nei prossimi giorni ci rivolgeremo di nuovo al Ministero della Salute chiedendo il rispetto degli impegni assunti nel 2009.
Qui sotto trovate una raccolta dei documenti, siete pregati di farne un buon uso.

Regione Umbria Ministero della Salute 2009 Commissione Parlamentare Ordine dei Medici
Tribunale diritti del malato Asl 2 Umbria delibera Regione Toscana (dccm) Ministero d. Salute – linee guida

Cittadini, ostaggi della corruzione.

Chi pensa di aver visto proprio di tutto nella sua vita, sbaglia! La condanna per falso alla ex presidente della regione Umbria Lorenzetti è poca cosa e non serve a nulla se non si rimuovono le cause che sono alla base di questo “sistema” di malaffare e malcostume. La ex presidente da politica navigata quale è saprà bene come rendere più mite la sua condanna e la sua incazzatura.
Del resto in questi anni nella città della Lorenzetti (Foligno) è successo di tutto e di più come è emerso con Sanitopoli.
Falsificare una delibera per favorire l’assunzione alla Asl della sua segretaria è davvero poca cosa visto che in questi anni si falsificava di tutto dalle firme ai bilanci. Davvero poca cosa se paragonato a quanto avviene in ospedale e nei servizi sanitari, sicuramente hanno fatto anche di peggio con la manomissione di verbali di visita e delle cartelle sanitarie con conseguente danno ai pazienti e sparizione delle prove, grazie all’ex direttore generale. Davvero poca cosa visto che hanno anche tentando di portare via ad una disabile i propri figli, e nel nostro caso hanno persino fatto pressioni sui medici di famiglia allo scopo di screditare le nostre ragioni e impedire che la verità venisse a galla, e più volte hanno fatto pressioni sui nostri legali e tentato di intimidirci sotto la minaccia di ritorsioni. “Se non smettete di parlare male della Asl, diffamerò le vostre persone” cosi si esprimeva l’ex direttore, dopo la pubblicazione di questo articolo e dopo mesi che rifiutava di risponderci, questo ci fa comprendere il “clima” che si respira in questa Asl. Qualche ben pensate potrebbe credere che dopo Sanitopoli sia cambiato qualcosa, nulla di più falso visto che come sono in grado di dimostrare tutt’ora questa Asl è gestita come fosse “cosa loro” senza alcun rispetto dei pazienti nel caso della DCCM e delle indicazioni fornite dallo stesso Ministero della Salute, e questo rivela non solo incapacità e pressapochismo ma è la prova stessa della corruzione esistente in questa Asl.
Qualsiasi persona di buon senso è in grado di capire come il clientelismo e la corruzione siano diventati nel tempo la vera emergenza e la principale causa del degrado socio-economico di questo paese! Una corruzione oramai ambientale e dalle proporzioni bibliche. Un recente studio dell’ISPE stima in 23 miliardi di euro il costo della corruzione nella sanità, senza considerare i costi indiretti per la salute. A causa di ciò un numero crescente di cittadini non hanno più accesso alle cure primarie e la salute da tempo è diventata un bene di lusso roba da ricchi e per quanti possono ancora permetterselo. Questo assegna alla regione Umbria un’ altro triste primato quello della mancanza di cure e del conseguente incremento delle pensioni di invalidità. Per tanto i ripetuti appelli all’ottimismo e al bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, hanno solo il sapore della beffa e sicuramente non c’è da stare molto “sereni”.

Salute e corruzione.

“Da questi medici non mi farei curare nemmeno l’unghia incarnita di un piede”. “Teniamo aperto il reparto perché la legge ci impone di curare quattro Handicappati”. “Lei ha una DCCM ?, bel cazzo di lavoro”. “Tanto a noi non ci spaventa nessuno ne ci può far niente nessuno nemmeno la magistratura”. “A me non frega un cazzo di cosa dice la regione”. “Se non smettete di parlare male della Asl 3 , diffamerò le vostre persone”. “Lei ha tempo da perdere”. “Io non ho paura di nessuno”.
Queste sono state le affermazioni di alcuni direttori e medici della Asl, coloro che dovrebbe tutelare la salute pubblica. Hanno persino fatto pressioni sui medici di famiglia allo scopo di screditare le nostre ragioni e impedire che la verità venisse a galla. Qualsiasi persona sana di mente è in grado di comprendere che non è così che si curano i malati, invece di affrontare il problema e cercare una soluzione hanno tentato di intimidirci e questo non è solo segno di mancanza di argomenti ma soprattutto è la prova che ci sono molte cose da nascondere. Per anni hanno cercato di “imbrogliare” anche per quanto riguarda l’invalidità e l’esenzione, rivelando malafede e l’inciucio politico presente nella Asl di Foligno.
Una malafede che nel caso dell’Odontoiatria, ha portato la regione Umbria a chiudere l’unico polo specialistico esistente in Umbria, che faceva capo alla facoltà di Odontoiatria dell’Università di Perugia, allo scopo di garantire il clientelismo e i favori ai dentisti privati, gli stessi che dichiarano di non essere in grado di affrontare la cura della DCCM, quindi niente ricerca scientifica ma unicamente la ricerca di qualcuno da corrompere, lasciando il posto ai mediocri e agli incapaci, e ai padrini politici, solo perché sono più facilmente manovrabili.
L’ordine degli Odontoiatri di Perugia, da tempo a conoscenza del problema e contrariamente da quanto affermato, sino ad oggi non è mai intervenuto per venire incontro alle giuste esigenze di questi pazienti. Quindi non solo mancanza di cure e di “specialisti” ma soprattutto un grave rischio per la salute in quanto alla mancanza di diagnosi spesso fanno seguito esami inutili, terapie inappropriate, occultamento delle prove, e scorrettezze di ogni genere. Se tutto questo dovesse essere considerato normale vorrà dire solo che la corruzione è diventata ambientale e quindi non ci sarà più alcuna speranza, niente altro da togliere o da aggiungere in quanto avremo già perso tutto.

Umbria: La sanità clientelare.

Sanitopoli è un triste esempio del clientelismo politico esistente nella sanità, chi pensa che sia il solo scandalo di questa regione non ha ancora visto ciò che accaduto con i Lea nei servizi di Odontoiatria e chirurgia Maxillo facciali di Foligno e Terni. Curano tutti, si fa per dire, tranne coloro che ne hanno diritto. L’odissea dei pazienti affetti da DCCM quindi non nasce certo per caso ma è la diretta conseguenza delle politiche scriteriate di questi ultimi anni che hanno garantito un vasto e complesso intreccio di interessi pubblico-privati, facili consulenze per amici e parenti, inutili primariati, favori ai dentisti privati, privilegi e sprechi di ogni genere. Una gestione scandalosa più volta segnalata alla Procura di Perugia che ha sempre rifiutato di svolgere indagini. Solo dopo l’intervento, da noi sollecitato, del Sen. Ignazio Marino la regione Umbria ha fatto una delibera relativa all’assistenza Odontoiatrica, nei giorni scorsi sono stati resi pubblici i dati (incompleti e taroccati) relativi alle prestazioni fornite nel 2012, nella ventina di “gabinetti” Odontoiatrici esistenti in Umbria, dai quali risulta chiara l’inconsistenza e la scarsa efficacia ed efficienza di questi servizi che non offrono alcun tipo di cure specialistiche, nel prossimo articolo vi fornirò maggiori informazioni.
Sanitopoli quindi non è solo la radiografia di un sistema degenere, è la prova della inadeguatezza e incapacità della politica di cogliere dai fatti i necessari insegnamenti, è un’ennesima occasione persa per fare finalmente pulizia e liberare questa regione dagli intrallazzi e dalla corruzione. Ma l’ atteggiamento sin qui tenuto da tutti i partiti e movimenti di opposizione è stato quello di chi fermo sulla sponda di un fiume aspetta di veder transitare il cadavere di questo “sistema”, allo scopo di ottenere un ritorno elettorale dal malcontento che serpeggia tra i cittadini.
I loro “tristi” propositi sono senza speranza in quanto in un “sistema” clientelare, senza diritti, l’unica scelta è dettata dalla convenienza, spesso cambiando governo cambia solo il nome del nuovo padrone.

La salute al primo posto.

Tutte le inchieste sulla sanità in Umbria, hanno in realtà rivelato l’esistenza di un “sistema” privo di regole che agisce allo scopo di assicurare favori, clientelismo e corruzione e in grado di eludere i controlli e che rifiuta di farsi controllare, diffuso a tal punto da costringere la regione a richiedere l’intervento delle forze dell’ordine, al fine di ristabilire un minimo di legalità negli Ospedali, no non è uno scherzo! (trovate gli articoli).
Un copione già visto, e infatti salta fuori di tutto: falsi ricoveri, false analisi, falsi rimborsi, false liste d’attesa, falsi referti e potremmo continuare all’infinito. Tutti episodi che evidenziano la totale assenza dei controlli, ma anche il prevalere degli interessi privati nel servizio pubblico. Una storia che può essere fatta risalire al 2001 l’anno del federalismo, della riforma sanitaria, dei Lea Livelli Essenziali di Assistenza e dei primi processi di privatizzazione della sanità pubblica. Che hanno portato la regione Umbria a negare diritti elementari come il diritto alla salute. Una sanità non solo “selettiva” ed “esclusiva” ma del tutto “virtuale” e inesistente sul piano dell’Assistenza.
Niente assegno di cura, nessun rispetto dei Lea, niente centri di riferimento, niente informazioni e nemmeno un coordinamento dei servizi per cui Perugia non dialoga con Foligno o con Terni, o Orvieto.
Un modello che ora il governo con il Def pensa addirittura di estendere perché mancano i soldi e la sanità sembra essere diventata più un bancomat. Quindi niente lotta agli sprechi, niente spending review niente governo clinico, ma al contrario disimpegno, depotenziamento, e tagli alla sanità. Nell’incontro avvenuto a giugno 2012 con l’Assessore alla Sanità della regione Umbria erano state poste tre priorità, formazione dei comitati di controllo, applicazione dei Lea, governo clinico. Nel caso dei Lea la Asl 3 ora 2 e la regione Umbria avevano preannunciato una risposta in mancanza della quale rischiamo di perdere anche l’ennesimo treno per l’Europa visto che dal 25 ottobre 2013, l’assistenza sanitaria diventa esigibile in ogni paese della comunità europea e il ministero e le regioni sono ancora una volta in ritardo e inadempienti. Nella sanità ci sono troppi silenzi, troppi ritardi, troppi scandali troppa sfiducia, troppa disinformazione, troppo di tutto e questo non appare più tanto casuale ma è oramai evidentemente voluto da coloro che progettano di derubarci del diritto alla salute e della sanità pubblica. Una sanità virtuale priva di un governo, che la politica ha deciso di far morire di una morte lenta, più che un servizio per la salute, un sistema acefalo incapace di provvedere a se stesso, non più in grado di dialogare e di confrontarsi, se questo atteggiamento dovesse prevalere e verrà assunto come “normale” vorrà dire che la corruzione è diventata addirittura ambientale e allora non ci sarà altro da togliere niente altro da aggiungere, avremo già perso tutto.

Queste ci sembrano delle buone ragioni per rilanciare l’iniziativa “la salute al primo posto” con un documento pubblico, che invitiamo tutti a diffondere e sottoscrivere, un protocollo d’intesa in tre punti che intendiamo sottoporre alla presidente della regione Umbria Catiuscia Marini.

TESTO DEL DOCUMENTO, che chiunque può scaricare e far firmare.

SOTTOSCRIZIONE PUBBLICA fai copia e incolla: Aderisco all’iniziativa “la salute al primo posto”
quindi aggiungete nome e cognome.